Pubblicità
| La rinascita delle coscienze. |
|
|
| Pensieri&Racconti | |||||
| Scritto da Esmeralda Tyli | |||||
| Martedì 03 Maggio 2011 13:06 | |||||
|
I bambini del CELIO AZZURRO in attesa di risposte così ovvie
Viviamo tempi tali in cui, chi la pensa diversamente, viene definito un nemico acerrimo del premier come persona, e di conseguenza nemico della nazione. Viviamo in tempi in cui le tetre ombre del passato stanno in agguato per trovare la minima fessura per poter entrare con irruenza e con la loro forza oscurantista nelle nostre vite. Proprio per questo motivo, in quel dì di fine aprile, quella Piazza davanti al Parlamento raccolse e accolse numerosi cittadini di qualsiasi provenienza locale e nazionale, di qualsiasi ceto sociale e fede. Un gruppo talmente vivace e colorito, con le bandiere in mano, le idee chiare in testa e la musica come miglior risposta all’inadeguatezza di chi dovrebbe fare solo un sentito Mea Culpa per come sta trattando la propria nazione. Tutti raccolti con lo stesso slogan: “Siamo tutti cittadini di questa nazione, uguali nei doveri e diritti, sotto la bandiera tricolore e l'Inno di Mameli.” Già quell'Inno tanto offeso ed umiliato da qualcuno che in Parlamento siede e lo tratta come cosa privata. Quella bandiera straziata dalle spalle rivolte ad essa e dalle definizioni colorite, (non ripetendo le definizioni vilipendiose, per non cadere ai livelli bassi del linguaggio sprezzante usato da chi indossa regolarmente una cravatta verde come simbolo di una certa appartenenza). Quell'Inno e quella bandiera cantato e tenuto in alto con fierezza in Piazza Montecitorio dalle ragazze con il velo in testa che copre i loro capelli , ma non le loro idee progressiste sulla società del futuro. Sorprendente la partecipazione in massa di culture e fedi diverse come espressione di determinazione e fiducia. Non c'era odio nelle parole e negli occhi di nessuno, non c'era sete di vendetta e di violenza. C'era una luce fortissima e abbagliante di chi ha speranza e fiducia nei cambiamenti. Quella speranza e fiducia che manca quasi in tutti gli elementi che compongono la società contemporanea italiana. Tantissime persone che sono intervenute, conosco da vicino Khalid Chaouki, (e chi non conosce oggi la passione politica e sociale di Khalid??!!!). C'era l’albanese Isi Ademi, con la sua determinazione e le sue idee per la società e l'essere cittadino, c'erano veramente tantissime persone. Ma ciò che fu impressionante era la partecipazione dei più piccoli, coloro che subiscono in modo tacito le decisioni sbagliate della politica odierna. I bambini di “ CELIO AZZURRO” la scuola a colori di Roma, l'esempio del vivere e stare insieme in totale eguaglianza, seduti tra gli adulti e guardandogli con quelli occhi curiosi, come se volessero domandare;- “ Ma perché stiamo qui a chiedere una cosa così ovvia: essere italiani??? Noi siamo nati qui, parliamo l'italiano correttamente (anche in dialetto se volete), che cosa vogliono da noi??” Come una persona adulta (anche se non genitore), mi sento la responsabilità di rispondere a loro..Ma sono sicura che la risposta che io darei, non sarebbe sufficientemente completa per soddisfare la loro pura curiosità e stupore. Non lo sarebbe per il semplice fatto che neanche'io non ho la risposta a questo quesito. Vorrei capire anch'io dall' “alto” dei miei 44 anni il perché di tanta paura verso una generazione di ragazzi che come patria riconoscono solo l'Italia. Vorrei conoscere il perché del fatto che questi ragazzi vengono trattati come dei cittadini di categoria minore solo per il semplice fatto che sono nati da genitori di origine non italiana. Vorrei che uscisse da quell'aula proprio l'On. Bossi e guardando negli occhi quei bambini, dicesse a loro il perché del fatto che, le tasse che versano i loro genitori alle casse dell'INPS, non abbiano lo stesso valore delle tasse che versano i suoi concittadini nella sua tanto amata Padania, ( per non entrare nel merito poi di chi le tasse proprio non le paga, nascondendo le proprie ricchezze all'estero nei paradisi fiscali). Vorrei che spiegasse a quei piccoli il perché del fatto che tutti, giustamente, debbano rispettare la Costituzione Italiana, il Libro Sacro per eccellenza di una società civile; tutti fuorché lui. Sono delle semplicissime domande che noi adulti di qualsiasi origine ci siamo fatti in tutti questi anni, senza averne risposte soddisfacenti. Veniamo usati come carne da macello per giustificare la crisi economica e trattati come il male di questa società nella quale noi facciamo parte attivamente sia nella crescita del PIL, sia nei lavori socialmente utili.
Questi sono solo alcune delle riflessioni che mi tormentavano durante lo svolgimento del Sit In. Indipendentemente dagli interventi molto ottimisti degli Onorevoli Bersani, Turco ed altri, i quesiti mi rimangono in mente irrisolti, da due decadi passate ormai che rimangono irrisolti. Le promesse fatte a quei piccoli e a tutti i ragazzi in attesa di concrete risposte non possono e non devono rimanere solo in carta o davanti alle telecamere. Perché noi tutti, ragazzi e adulti di origine non italiana investiamo moralmente e socialmente in quelle promesse, proprio perché crediamo che presto diventeranno fatti concreti. Eravamo tutti soddisfatti alla fine di questa iniziativa. Soddisfatti dell'andamento, soddisfatti delle idee espresse apertamente, rivolgendo gli occhi al Palazzo dove in quel momento si stava invertendo per l'ennesima volta l'ordine del giorno a discapito delle problematiche più urgenti nazionali e internazionali da risolvere. E la cosa più positiva rimane il fatto che gli organizzatori del Sit In, in primis il Coordinatore del Forum Immigrazione , sig. Marco Pacciotti con i suoi collaboratori erano lì, in mezzo alla gente, senza mettere barriere e distacchi artificiali. E' proprio questo che vogliamo: la politica che scende in strada in mezzo alla gente in contatto diretto con loro. Perché solo così la voce e la coscienza comune arriva forte e chiara nei piani alti del Palazzo, dove si dovrebbero decidere le sorti di un'intera nazione. Solo così si può soddisfare la curiosità degli occhi puri dei bambini del CELIO AZZURRO e di tutti i ragazzi in attesa di risposte così ovvie.
-------------------------------------------------------- © Copyright opinion@ - Tutti i diritti riservati All Rights Reserved
La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi: Ogni abuso sarà reso noto agli ufficiali giudicanti. Grazie per la vostra attenzione e buona permanenza nelle pagine di opinion@ La "Redazione" © Copyright opinion@
|
|||||
| Ultimo aggiornamento Mercoledì 04 Maggio 2011 12:04 |






Quei ragazzi del “ CELIO AZZURRO” saranno il futuro di questa società, rimasta ancora indietro nella mentalità chiusa di secoli fa, nella quale veniva usato l'uomo nero come spauracchio delle favole per i bambini. Ma i bambini dall' uomo nero non solo non hanno paura, ma giocano insieme a lui, studiano con lui, condividono i loro talenti i loro hobby. I bambini camminano per strada con l'uomo nero e hanno capito che quest'ultimo è una persona uguale a tutti, a tutti fuorché a chi non rispetta il genere umano in tutta la sua completezza e la sua ricchezza.
