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Cannibalismo mascherato Stampa E-mail
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Pensieri&Racconti
Scritto da Petrescu Irina Elena   
Lunedì 31 Gennaio 2011 17:09

Le guerre sono i puzzle del potere, senza squilibrio

Sto accumulando anni e a volte mi trovo di fronte giorni come questo, in quale un altro essere mi mette di fronte un articolo con tre righe di realtà vissuta da gente sotto bombe. Ferite rimaste aperte perché la crudeltà di certe cose non si spegne. È un perpetum mobile : lezione nobile se vuoi essere degno della parola “Uomo”.

Ora ho abbastanza lividi addosso ma mai come i loro. Intravedo un filo di luce, laser di certi episodi dettati consapevolmente oggi, latrati in vetrine televisive volgare. A godere sono sempre quei personaggi che sanno ingannare le masse disattente  perché tormentate dai bisogni si sfogano sui pulsanti dei telecomandi. Scordano per quello gli stipendi di fame, sgridando di meno attorno. Guardano dei politici senza vedere il retro della medaglia: uomini d'affari, si illudono che sono dei salvatori con quale umiliare al bar la scelta del vicino di casa che non sopporti  perché tifa un altra squadra e un altro porco.

Io gli vedo grassi e indaffarati ad allargare le tasche. Elaborano piani demenziali su di  noi inconsapevoli della nostra forza sotto unione. Se avessimo buon senso a non dimenticare quella gente sotto le bombe, non solo per onorare ma evitare che l'orrore riprende piede anche se è tardi. Lo so, in strada da me non le sento ma più in la muoiono altri chiamati  diversi.

Sembrano lontani perché hanno di mezzo  frontiere:  teoria o  grata metallica per spartire le terre in fette più facili da farci  masticare . In poche parole, l'affare glie lo facciamo fare perché disattenti. Sotto schegge, siamo carne da macello  con  schiene curve nelle catene di  montaggio di ogni loro bene rubati del nostro tempo. Siamo tenuti  in guerra di  idee tramite la fretta, certamente, è  fredda ma non ci raffredda, ci scalda da scoppiarci i nervi con un utopia.

È tutto organizzato come le reti globali , per vendere bene. Uniscono i mali, se ti scade un pezzo di un ogni oggetto non lo trovi, devi comprare il nuovo. Comprare errando il portafoglio, banalmente scivoli senza gridare l'esistenza  bella per pochi e amara per tanti .

Ecco come si fabbricano le guerre. Sono i puzzle del potere, senza squilibrio. Non esiste guadagno e ricostruzione: affare come la polvere da sparo un tempo. Si vende al kilo anche la salute, imbottiti di ogni forma di esperimento.

Incluso sui tetti dei bilanci di farmacie e i tunnel di droghe legali con una  masochista scritta in fronte: fa male alla salute e non capisco perché non chiami le sigarette “prodotti per masochisti” o l'alcool “profumo di morte”.

Capisco che io capisco e so che non si ha tempo per cercare alternative perché tardi, umilianti litigi in mezzo ai litiganti. Sindacalisti corrotti o morti di fame, fra le ruote della Fiat che arriveranno a colpire ogni punto cardinale. Reagire fa male, costa un occhio ma senza entrambi.

Sì, oggi sono satura a tal punto da non piacermi la consapevolezza, come ogni verità taglia spesso in qualche modo. Ciò che uno può pensare a vedermi  è “ma questa cosa vuole”?

A cosa serve la sua lamentela cosa vuole fare latrare   questa filosofia magra da marciapiede? In fondo è vita. Chi la pretende umana non sa che include il male come ogni contrasto?

Ecco la punta del ghiaccio, il troppo secca l'erba fresca delle idee, calve sulle finestre come le zucche della festa con luce in mezzo per i morti festeggiati. Parola ironica per la sorte, magari la si rimanda, la si compra.

Sì, sono triste e nel mio vuoto ho altri vuoti che mi sconvolgono come quella volta che una donna venne picchiata in una strada e nessuno mise le mani su quella belva.  Sono triste come  l’altra volta, quando uno caduto rimasto per terra delle ore, creduto ubriaco e cosi morto, stecchito dal indifferenza collettiva.

Virus infilato. Oggi come pane detta difesa personale ma è  un delitto premeditato alla scrivania del  potente primario sotto la quale succede ogni leccata di piedi e altro.

Alla fine mi siedo per cercare nella mia confusione. Ho le mani dentro ogni conoscenza. Non mi va di elencare date concertanti perché tanti, il regno umano non è sempre tale. Il cannibalismo urbano globalizza l'aria. Fine, iniziata da queste parti. Certi giorni si sente l'odore di morte. Colla con dieci percento di funzionamento dei filtri e ogni industria che butta le scorie su scorie umane squadrate dal caos diventato normale.

Ecco, l'inizio di fine discorso verbale di fronte ad una  nuova centrale nucleare.

Siamo incoscienti.

Ecco perché  la memoria sputa le date e gli avvenimenti brutali ripetono il male, disdicono un orrore per infilarci un altro, metodo usato senza pudore. Solo con sarcasmo dai cannibali umani altrimenti detto gli conviene lasciare andare  i nuovo rasati a martellare vivi e svastiche uguale a sporcare le stelle.

2011-01-31

"Io posso spegnermi solo se dietro alle mie spalle lascio il buio del male!"
"Ho accumulato anche stagioni malate ma con semi del bene guarirò i ricordi!"

A cura di: Petrescu Irina Elena

Petrescu Irina Elena

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Ultimo aggiornamento Lunedì 31 Gennaio 2011 17:48
 

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