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Home Eventi A PARMA L’UOMO NERO NON MANGIA I BAMBINI Share
A PARMA L’UOMO NERO NON MANGIA I BAMBINI Stampa E-mail
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Eventi
Scritto da Janni Cajku Luan Cejku   
Giovedì 01 Luglio 2010 10:01

Bensì “BABAU” canta e fa quattro salti  con loro

Ninna nanna, ninna oh
questo bimbo a chi lo do?
Lo do all'uomo nero
che lo tiene un anno intero

In molti paesi del mondo, una creatura orribile è raffigurata come un uomo nero con un sacco sulle spalle che porta via i bambini cattivi. Con la globalizzazione questo uomo nero non c’è solo dietro alle finestre. Imboscato. Pronto per portare via i bambini ribelli in qualsiasi momento ma, si trova ovunque in ogni luogo.

Questa volta ha deciso di andare nientemeno che in mezzo alla comunità albanese che si era radunata insieme a qualche Italiano ad altre comunità straniere che vivono a Parma per restare in compagnia, mangiare e danzare insieme.

L’uomo nero rimane da parte, non si fa molto notare. Cerca di sfuggire a qualche occhio privo di tatto di qualcuno che appena lo vede fa qualche smorfia e si lascia sottrarsi qualche sdolcinatezza mentre vigila con cura la sua borsa. Lui. Per fortuna non parla la lingua albanese ed è salvo dalle meschinità di qualcuno, che in modo anche scherzoso lo indica con vari sinonimi. Denominazioni che sono equivalenti  all’uomo nero.

L'uomo nero è abbastanza giovane, ha un bellissimo sorriso, è alto, è vestito di nero, ma questa volta non indossa un cappotto nero pesante, con un cappuccio o un cappello nero e non nasconde il viso, non ha portato con sé nemmeno uno sacco e si muove con molta eleganza tra la moltitudine di persone e  si dirige verso il piccolo palcoscenico dove un gruppo di sconosciuti faceva quattro salti e cantava (in una lingua a lui sconosciuta, ma aveva seguito il percorso della serata e sapeva che era lingua albanese)  


Qualcuno avrà bussato sotto il tavolo e dicendo: "Ecco che arriva l'uomo nero”  L’uomo nero! Egli deve sapere che c'è un bambino qui che non vuole a bere la minestra o non vuole a mangiare il cibo squisito preparato dalla signora Anila e la sua squadra!


Una ninna nanna popolare dice che egli avrebbe tenuto un figlio con lui "per un anno intero. Chi avrà cantato ad un bambino nel 2010 una ninna nanna di questo tipo? Ci sarà qualcuno ancora? Sicuramente si. Ma i bambini vanno ad asilo nido, vanno a scuola e chi è ancora piccolo o non frequenta ancora questi posti avrà avuto modo di vedere degli uomini neri per le strade di Parma e non ha portato con sé, né anche colui che pochi momenti fa aveva fatto dei caprici.

 

Lui impugna in mano un microfono. Si presenta, spiega le sue origini e invita tutti i bambini di mettersi in fila vicino a Lui ma non fa il nome di nessuno di loro e quanto pare non aveva nessuna finalità  di portare con sé qualche bambino. Bensì voleva farli divertire cantando e ballando insieme a loro.

 

Accompagnato dai ritmi di musica latina, insegnava ai bambini i passi fondamentali della salsa in ogni misura a quattro. I loro genitori si scatenavano ballando insieme agli altri che mettono le mani ai fianchi, che finiscono per muoversi un po’ c’è chi  con molta maestà arriva addirittura a fare da circa 150 battiti al minuto (bpm) a circa 250 bpm, realizzando il famoso "movimento hip cubano."

 

L’arte dei suoni è il mezzo migliore per unire tanti patrimoni di conoscenze. “SKANDERBEG” organizzando questi eventi è diventato il sinonimo di un posto dove diverse culture si fanno conoscenza. “SKANDERBEG” dove i popoli si incontrano.

 

Grazie all’associazione “SKANDERBEG” di Parma in collaborazione con altre associazioni, narrazioni fantastiche di questo genere perdono il significato e le mamme in molti paesi del mondo canteranno altre belle ninna nanne. 
Nel mio giardino
tu sei il più bel fiore
Dormi mio dolce bambino
Luce del mio amore

Foto. 2 Erica devoto


2010-06-07

 

Io sono “FIGLIO DEL SOLE” e non possiedo “PADRONI”.
Non gradisco  restrizioni..
Le mie strade sono i raggi della luce.
Il mio leader è il “VENTO DEL MIO CUORE”.
La mia terra d'origine è la mia indole.
La mia “PIU’ SUBLIME MELODIA” è la pace tra le etnie
Il mio vivaio è la sfera celeste. 
La mia casa è il MONDO INTERO.


Di: Janni Cajku Luan Cejku

Janni Cajku Luan Cejku

 

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Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Dicembre 2010 01:04
 

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