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| I "monologhi" politicizzati dell’associazione albanese Illyricum |
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| Eventi | |||||
| Scritto da Janni Luan Cajku | |||||
| Venerdì 03 Dicembre 2010 16:33 | |||||
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L’Onorevole Jozefina Topalli a Milano.
Conferenza, svolta in occasione del 98° anniversario dell’indipendenza d’Albania e a vent'anni dal crollo del regime comunista, accompagnato da un processo migratorio verso i paesi europei, l'Associazione: Illyricum, ACLI e IPSIA, con il Patrocinio del Consolato Generale d’Albania a Milano hanno presentato “L’ULTIMO SEGRETO D'EUROPA: ALBANIA, IL PAESE DELLE AQUILE ALL’ALBA DI UNA NUOVA EPOCA”. Una settimana di eventi, dal 27 novembre al 3 dicembre 2010, dedicati alla storia, alla cultura e al turismo albanese, con uno sguardo particolare al fenomeno migratorio. A concludere la settimana della cultura è stata la “Conferenza” di oggi intitolata “Venti anni di immigrazione albanese in Italia” Un passaggio di un periodo faticoso e storico per il popolo albanese. Lasso di tempo, descritto in questa conferenza con delle frasi fatte, scritte su pezzi di carta con il tipico linguaggio dei media italo - albanesi che ogni giorno, senza nessun contegno morale contribuiscono alla costruzione di emergenze fittizie mediatiche con lo scopo di vendere notizie e spostare l’attenzione dei cittadini da i veri problemi della società. Interessanti gli interventi dei relatori, (colleghi italiani) che in qualche modo hanno cercato di descrivere i veri problemi della comunità albanese presente in Lombardia e non solo. Ma perché farci tacere anche in questi occasioni? Perché non possiamo interagire con loro? Queste sono le domande che la maggior parte dei presenti (non relatori) si sono chiesti. La risposta degli organizzatori della conferenza in quanto membri del bordo dirigente dell’associazione ”Illyricum” era solo una. Non si potranno fare domande, perché non sono previste. Punto. Insomma, non è una novità la realtà delle associazioni in generale ma in particolar modo quelle albanesi presenti in Italia. Di grande interesse è stata la riflessione di un gruppo di giovani studenti albanesi dell’università Cattolica di Milano presenti alla conferenza dei monologhi. Loro l’hanno descritta come una mossa politica del governo albanese. Visto la presenza del Consolato albanese di Milano sia nell’organizzazione della settimana della cultura sia nella conferenza di oggi. A confermare di più questa teoria è stata anche la presenza della Presidente del Parlamento albanese l’Onorevole Jozefina Topalli e di numerosi altri ospiti istituzionali. Tutti presi maestosamente a sottolineare il grande lavoro fatto in questi anni dal governo di Berisha. A promuovere il lavoro “eccellente” del governo albanese ha pensato anche Mirela Gjyshja (Presidente Illyricum), la quale parla in nome di tutti gli albanesi e dà un grande merito all’élite albanese presenti in Italia nella promozione dell’immagine degli albanesi in Italia. Affermazione che ha creato un po’ di confusione poiché non si è capito bene a chi si riferiva. Di solito, con il termine élite si designa un ristretto sottogruppo di un sovraordinato gruppo o categoria sociale, a tale sottogruppo viene attribuita una specifica o generica superiorità rispetto alla restante parte del corpo sociale di riferimento. Ho voluto capire meglio. Ho approfittato della piena disponibilità data volentieri della Presidente Illirycum per farLe delle domande in quando Giornalista, cittadino albanese e immigrante in Italia: Regione Lombardia, dove la sua associazione andrà ad esercitare la sua attività. - Lei ha confermato prima che: l’Elite albanese ha contribuito nel miglioramento dell’immagine degli immigrati albanesi in Italia. A chi si riferisce quando parla di “élite”? - Mi riferisco agli artisti albanesi presenti in Italia, trasmettono una bella immagine dell’Albania e noi ne siamo fieri. Era evidente che parlava dei ballerini visti in televisione vicino a Maria De Filippi perché, quando mi avvio nello specifico la Presedente Illyricum: Mirela Gjyshja interrompe l’intervista dicendo che non aveva più tempo. Ma in realtà lei, non aveva più tempo ( visto che un minuto fa mi aveva dato la sua piena disponibilità per un’intervista) o improvvisamente si è accorta che non doveva rilasciare interviste a chi cercava di capire meglio come stavano i fatti?
La conferenza si è conclusa con la “défilé” dell’onorevole Jozefina Topalli seguita da telecamere e fotografi mentre compiaciuta guardava la bella mostra fotografica proveniente dall'archivio della Fototeca Marubi. 2010-12-03
Janni Cajku Luan Cejku -----------------------------------------------------------------------------------------------------------------
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| Ultimo aggiornamento Venerdì 10 Dicembre 2010 15:44 |









Commenti
La signora Gjyshja rappresenta una vergogna come i tanti mezzi "potenti" che ci rappresentano in Italia.
Io mi stupisco di come riescano ad avere una tale faccia tosta credendo d interloquire con dei dementi.
Siamo rimasti in pochi scomodi Janni perciò i signori dell'élite politica venduta sono arrivati fino a raccontare sogni e censurare domande.
COMPLIMENTI!
Volevo solo ricordare ai tuoi lettori di sempre di cambiare ognitanto i termini. Capisco che l'oddio è grande ma non si può urrlare sempre e a tutti VERGOGNA...CENSURA...Non siamo (ne pazar te Koçes) piutosto di offendere fai qualcosa di utile per il tuo paese. E se capace non sei stai zitto/zitta.
Continui cosi Janni per noi sei un signor giornalista!
Per il resto l'articolo mi sembra alimentato da irragionevole animosità e sopratutto troppo condito di falsità.
Decisamente non l'articolo di un giornalista ma quello di un militante.
parlare di immigrazione albanese e non dar voce a chi tutti i giorni lavora e combatte, non mi e sembrato giusto. per il tempo: forse meglio un relatore in meno e 1 dib in piu.
poi l'immigrazione non è solo cattolica, solo 10%
infatti nessuno ha parlato male degli interventi di altri relatori.Io ero presente e l'onorevole Topalli insieme a Kola non ha parlato per una durata di20min complessivi.Ammetto che l'intervento di Kola è stato abbastanza breve e coinciso ma non quello di Topalli.E' stato interessante l'intervento di altri relatori,come quello della Caritas.Io non so se lei è Albanese o meno,ma si è parlato di un'Albania che nn esiste.Perchè non essere sinceri?Ammettere che siamo molto indietro,che l'Albania vive di corruzione in tutti gli ambienti,tutti, non se ne salva uno(a partire dall'infermiera negli ospedali all'polizziotto che ti ferma senza aver fatto nessuna infrazione giusto per prenderti quei 10Euro così),ammettere che siamo molto lontani dall'entrata in UE.Non siamo stupidi.Amiamo il nostro paese,non siamo ciechi ma realisti.Quindi avremmo preferito che ci venisse detto cosa realmente vogliono fare x cambiare le cose.Invece ci siamo trovati a sentire favole!
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