news blog logo

Dove le etnie si fanno conoscenza.


news menu leftnews menu right
Home Share
LAVAVETRI NO. Non è un lavoro onesto Stampa E-mail
Valutazione attuale: / 11
ScarsoOttimo 
Home
Scritto da Janni Cajku Luan Cejku   
Sabato 10 Luglio 2010 13:16

L’accattonaggio è un pericolo per i cittadini 
come per anziani, donne e bambini

Avevo scelto di camminare per un lungo intervallo di tempo, mi spostavo da una parte della città all’altra senza mai fermarmi.

Non so per quale scopo ma non avevo voglia di prendere i soliti mezzi pubblici imbottiti di gente.

 Il sole di luglio era più scottante del solito,  le scarpe lasciavano le trace sul asfalto come se avessero l'intenzione di contrassegnare la strada del ritorno. Un odore di catrame continuava a infastidirmi ma non fermavo il camino. La traspirazione cominciava a coprirmi la fronte poi sento, che piccole quantità cominciavano a scendere verso il mento a forma di gocciole. La corrente delle macchine piena di polvere mi scompigliava i capelli, come se non fossero già abbastanza spettinati per conto loro. Ma per una volta, per una cavolo di volta non me ne importava niente. Ero da solo. Non volevo pensare ad altro che all’incontro, ancora per pochi minuti ed ero arrivato.

 Passai di fronte al bar dove di solito prendo il caffè ma non mi fermò, dovevo andare dall’altra parte di piazza Napoli. Sottovoce canticchiavo  “Meraviglioso di  Negramaro” Mi fermò al semaforo rosso dove altra gente stava in attesa per attraversare la strada.


All'improvviso guardai la gente che si era girata e guardava spaventata, sentivo delle urla in una lingua sconosciuta. Ho levato le cuffie e cercavo di capire che cosa stava succedendo. A pochi passi da noi, due uomini prendevano a schiaffi un giovane ragazzo. Era lui. Oh si, era lui! Mi ero dimenticato del fanciullo che spesso mi chiedeva una sigaretta. Lui è Alexandru, un ragazzo che lavava i vetri delle macchine fermate al semaforo in cambio di qualche moneta.

 

Un giorno ero fermo al semaforo e mi chiede di darli una sigaretta, di solito non do ascolto a ciò che pronunciano ma mi aveva tirato l’attenzione il suo viso. L’occhio destro non era azzurro come il sinistro, era offuscato di  rosso con la linea esterna scura.

 
Che ti sei fatto all’occhio?
Gli avevo chiesto incuriosito. Senza pretendere una risposta per paura che non mi avrebbe capito.
Ho picchiato la testa contro una macchina.
Mi aveva risposto, in italiano quasi perfetto.
La sigaretta non te la do.
Sei giovane, non devi fumare, lo sai che ti  fa male?
Lui aveva sorriso, mentre con la mano sfregava l’occhio destro.
Io vado al bar a prendere un caffè.
Vuoi qualcosa da mangiare?
Si, vorrei un panino, c’ho fame.
Avevo capito subito che le domande lo infastidivano, quindi avevo evitato di chiederli la solita interpellanza per capire le sue origini.
Quanti anni hai?
Diciassette.
Come ti chiami?
Alexandru, ma tutti mi chiamano Alek. Mi aveva risposto in fretta e mentre mangiava il panino rivolgeva lo sguardo dalla strada come se aspettava qualcuno.
Ora devo andare. Grazie del panino. Ciao, ciao.
Da quella volta ci salutavamo sempre.
-Ciao Alek.
-Ciao Amico

Ero li fermo. Mi trovavo al medesimo posto dove lui di solito incorre le macchine con stracci in mano o rimane appoggiato contro il palo con il viso stanco. Ma oggi non riuscivo a capire per quale motivo lo stavano picchiando. Qualcuno affermava che prima il ragazzo non stava lavorando, non seguiva le macchine, loro lo chiamavano da lontano ma lui stava fermo non si muoveva. Allora…… si.

Il piccolo Alek si era ribellato. Nonostante la sua giovane età, aveva deciso di dire no alla vita che l’avevano costretto a fare.

 

Numerose macchine si erano fermate e la  strada si era bloccata. Da lontano si udivano i segnali acustici delle sirene. Sentivo l’aria che mi mancava ma non ero fuggito. Una segnalazione sarà arrivata al posto giusto.  Era arrivata la squadra mobile e aveva portato via Alek e i suoi aggressori, liberando la strada e lasciando  le macchine circolare libere per poi fermarsi al semaforo senza che  Alek  le desse fastidio.

 

Non ho avuto modo di salutarlo ma sono consapevole che lui sta bene, sarà finito nelle mani giuste ma dalla mia mente non si allontanerà facilmente. Lui è presente ogni volta che attraverso quella strada e mi sembra di rivederlo tutte le volte che nei semafori vedo qualcuno che cerca  disperatamente qualche moneta per evitare di trovarsi con un occhio nero o schiaffeggiato. Spesso mi sento in colpa per non aver reagito molto prima, forse avrei potuto evitare di vedere Alek che lo portassero via dalla strada in quella maniera.

 

Si è parlato molto dei lavavetri che continuano a occupare i semafori in tutte le città d’Italia, in modo particolare quelli di Milano. Un fatto  cresciuto molto dopo l’ammissione di altri paesi nell’Unione Europea. Ci sono in corso i controlli per l’applicazione della direttiva comunitaria sulla permanenza dei cittadini europei negli Stati membri oltre i 90 giorni. Come stabilisce l’apposito decreto legislativo, per restare in Italia dopo tre mesi di soggiorno occorrono determinati requisiti. In mancanza di tali, le persone registrate e trovate non in regola riceveranno il foglio di via della Prefettura. Cosi enuncia la legge. Quindi tolleranza zero. Serve la collaborazione di tutti.

2010-07-10

Io sono “FIGLIO DEL SOLE” e non possiedo “PADRONI”.
Non gradisco  restrizioni..
Le mie strade sono i raggi della luce.
Il mio leader è il “VENTO DEL MIO CUORE”.
La mia terra d'origine è la mia indole.
La mia “PIU’ SUBLIME MELODIA” è la pace tra le etnie
Il mio vivaio è la sfera celeste. 
La mia casa è il MONDO INTERO.

Di: Janni Cajku Luan Cejku

Janni Cajku Luan Cejku

-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 La redazione ha ritenuto di non moderare preventivamente i commenti dei lettori. Precisa che gli unici proprietari e responsabili dei commenti sono gli autori degli stessi e che in nessun caso opinionet.net  potrà essere ritenuto responsabile per eventuali commenti lesivi di diritti di terzi.

La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi:
- messaggi non concernenti il tema dell'articolo
- messaggi offensivi nei confronti di chiunque
- messaggi con contenuto razzista o sessista
- messaggi il cui contenuto costituisca una violazione delle leggi
vigenti (istigazione a delinquere o alla violenza, diffamazione, ecc.)

Ogni abuso sarà reso noto agli ufficiali giudicanti.

Grazie per la vostra attenzione e buona permanenza nelle pagine di opinion@

 LA REDAZIONE

© Copyright opinion@

Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Dicembre 2010 01:51
 

Commenti  

 
+3 #1 INTEGRAZIONE.E.I.A 2010-07-26 14:19
INTEGRAZIONE E INTERCULTURA AREZZO Una storia tra le migliaia che avvengono sulla Terra, è tutto così doloroso e lascia addosso il sapore dell'impotenza davanti al singolo evento.....Una delle tante storie che mi fa vergonare di appartenere al Genere Umano...perché non ho gl...i strumenti per aiutare o cambiare ciò che non dipende da me...Però, ogni giorno, Penso e Agisco in favore di tutto ciò che posso fare, anche attraverso piccoli gesti....vale la pena anche quando attorno c'é chi ti dice "sei soltanto una goccia nel mare" ...ma io mi compiaccio e penso le parole che ho letto in un semplice libro "Quando una goccia di rugiada scivola da una foglia fino all'oceano, non scopre di essere parte dell'oceano. Scopre di essere l'oceano" (OSHO)
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
+1 #2 ina rof 2010-08-17 22:05
il decreto c'è , la legge in questo senso c'è, ma non possono mandare via tutti quelli che non sono in regola, se potevano l'avrebbero fatto, ma come si fà quando sono così tanti... persone non in regola ce ne sono d'appertutto,e si sa , si sa benissimo! lo stato può pagare "il viaggio di solo andata " a tutti? mah...però sono d'accordo uno che fà cose brutte è da mandare via.
Citazione | Segnala all'amministratore
 
 
+1 #3 ina rof 2010-08-17 22:09
questi ragazzi,giovani o non, ci sono ad ogni angolo della strada, incontri il primo che ti capita le dai qualcosa, ok anche volentieri, ma dopo 2 metri ce ne un altro, poi un altro...come fai ad accontentarli tutti? non puòi. tante volte mi sento io in inbarazzo .
Citazione | Segnala all'amministratore
 

Aggiungi commento


Codice di sicurezza
Aggiorna



Tutti i diritti riservati da: opinionet.net. | Powered by @shqip.com.