| CONSUMARSI DALLA VOGLIA DI DIVENTARE CITTADINI ITALIANI |
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| Attualità | |||||
| Scritto da Janni Cajku Luan Cejku | |||||
| Sabato 03 Luglio 2010 11:47 | |||||
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I’angoscia degli stranieri: Per amore o convenienza? Basandosi in quanto osserva il presidente della Camera Gianfranco Fini, nel corso del suo intervento alla festa del PDL in corso a Milano collocato nel centro il tema degli immigrati. Gli stranieri potrebbero essere sottoposti a verifiche - ha detto ancora il presidente della Camera - per verificare la conoscenza della lingua italiana e della geografia oltre che della cultura del paese che li ospita e li custodisce. Diminuendo i tempi di attesa da 10 a 7 \ 5 anni. Un osservazione che meriterebbe il rispetto non solo degli stranieri che vivono in Italia, ma anche dagli stessi italiani.
In realtà non sarà poi cosi facile a capire chi realmente ama l’Italia o chi si sforzerà di individuare modi per sembrare tale. Solo per evitare di vivere in un corpo sociale, che in primis divorano con gli occhi il colore della carnagione e osservano accuratamente che lingua parla. Per evitare di maledire tutte le volte, il momento che mette piede in questura e sperando che sia l’ultima volta che deve parlare con funzionari della stato che non sono in grado di parlare la lingua italiana senza errori, che non comprendono altre lingue, pur lavorando in uffici di immigrazione. Sperando di evitare di dover spiegare in modi più assurdi dove si colloca il proprio paese, quale è la capitale e la lingua ufficiale.
Gli immigrati che realmente provano amore per l’Italia sono di un numero notevole, ma hanno bisogno di sostegno da parte dello stato, hanno bisogno di ordinamenti giudiziari che abbiano un senso relativo alla logica per permettere loro di vivere in modo pieno di dignità nel “Bel Paese” e germogliare la voglia di conoscere meglio la bella Italia. Solo in questo modo gli stranieri saranno in grado di capire che l’Italia è in realtà un paese incantevole da tutti i punti di vista. Si può svolgere un lavoro in norma, vivere dignitosamente senza essere necessario di cercare altri modi e possono essere se stessi,senza dover sentire la necessità cercare di mimetizzarsi tra gli cittadini italiani. In questo modo gli stranieri impareranno ad accettare un altro popolo senza partire da nessun pregiudizio, bensì dal desiderio di conoscere un'altra cultura per la ricchezza e i difetti che essa ha.
Solo in questo procedimento sarà avverabile intenerirsi quando un emigrato canterà l’inno dell’Italia nel momento in cui con una mano tiene stretto il petto dalla paura che il muscolo cardiaco cede di dar colpi dalla commozione e sarà contento di Giurare fedeltà ai valori della Costituzione Italiana e se necessario servire la sua nuova patria con le armi". Milano: 2010-01-29
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 07 Ottobre 2010 16:02 |








Commenti
A presto Janni, ciao
Sai Janni..il senso di frustazione che accompagna lo straniero davanti alla burocrazia italiana è UGUALE a quello che prova lo stesso italiano davanti alla stessa burocrazia. Ironicamente e con complicità dico " in questo siete già integrati :)"....Viviamo nello stesso territorio e abbiamo tanta strada da percorrere insieme. Ciao Amico!
E' difficile essere italiani per la "forza lavoro" ed essere esclusi al momento in cui del tuo lavoro, sudore, impegno debbano decidere altri...
A me non serve la cittadinanza italiana per vantarmi di essere italiana, ma solo per poter dire la mia, poter esprimere il mio parere, poter esercitare il voto libero ( come la costituzione prevede) nel paese che ho scelto ( o meno) di vivere.
Ne vale il rispetto di me, il mio futuro ed i miei prossimi.
Ecco perchè dovrebbero prima permetterci di votare se vogliono capire chi ama Italia.
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