| Una truffa decretata! |
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| Attualità | |||||
| Scritto da Darina Zeqiri | |||||
| Giovedì 03 Febbraio 2011 17:27 | |||||
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Il Decreto Flussi che si fa beffa della democrazia. Sono state più di 400 mila le domande giunte al sito del Ministero dell’interni nella prima giornata dell’avvio del decreto flussi 2011 il 31 gennaio scorso. Un numero prevedibile che non fa altro che confermare l’inutilità di tale decreto, anzi, semmai lo aggrava di larga discriminazione.
Già, perché come hanno dimostrato i decreti flussi precedenti, l’ultimo risale al 2007, chi in realtà presenta domanda per ricevere una quota non è lo straniero extracomunitario che si trova nel proprio Paese in attesa che qualche imprenditore in Italia, - non si sa bene come e perché,- le offra la possibilità di lavorare e per giunta con un contratto di lavoro subordinato, ( e tutti sappiamo che oggi conquistarsi un contratto subordinato è una lotta continua di fatica e di straordinari sempre meno pagati), ma, bensì il clandestino già presente in Italia, che ha già largamente lavorato in nero per i datori di lavoro italiani, quindi si è guadagnato la fiducia ed il rispetto ( pur sottopagato) che porteranno il datore di lavoro in Italia a presentare domanda per la regolarizzazione della sua posizione. Tutto questo però, verrà svolto sotto un accordo silenzioso tra le parti, Stato italiano e datore con clandestino, di non chiamare mai questo Decreto una Sanatoria. Se ammettessero che sia tale ( come lo è) dovrebbero ammettere anche la discriminazione estesa che contiene. Per capire perché occorre spiegare qual è la differenza tra il decreto flussi e la sanatoria. Il decreto flussi prevede l’entrata in Italia con un contratto di lavoro subordinato dell’extracomunitario il quale Paese ha sottoscritto degli accordi con il governo italiano, sotto la richiesta di un datore di lavoro in Italia. La sanatoria invece, come si intuisce dalla parola stessa, sana la situazione di clandestinità degli extracomunitari già presenti in Italia. Evidentemente è chiaramente una presa in giro. Perché tutti sanno, tutti noi abbiamo e possiamo leggere i dati che riportano i precedenti decreti, tutti noi vediamo e notiamo per le vie delle nostre città la presenza dei stranieri ed intuiamo un clandestino dallo sguardo sempre diffidente ed attento a non interloquire con chi potrebbe denunciarlo alle forze dell’ordine. Tutti noi conosciamo il numero altissimo degli appartamenti dati in affitto rigorosamente in nero o subaffittati anche a 10 persone alla volta, magari un monolocale. E soprattutto tutti, chiunque abbia voluto osservare, sa che quelle agenzie con fuori esposto i cartelli “Qui decreto flussi” spesso sono state affollate da clandestini che da lì a poco si sentiranno truffati ( A RAGIONE) dei loro sogni ed averi per poter accaparrare una quota dei 52 mila previste dal decreto sui oltre 400 mila clandestini in Italia. Ne siamo certi perché è una storia già nota, le cronache del fine anno scorso hanno parlato a lungo dei giovani clandestini che a Brescia hanno protestato salendo su una gru perché pur adempiendo ad ogni richiesta prevista dal Decreto non sono riusciti a conquistarsi una quota.
Il numero 98 mila è stato 4 volte superato nella sola giornata del lunedì 31 gennaio scorso. L’attuazione del Decreto termina oggi 3 febbraio e possiamo, a ragion veduta, dire che chi ha continuato a sperare mandando domande, investendo il suo tempo, i suoi soldi ( spesso pagando dei truffatori), ha perso inutilmente tutto. Ma ancora a più ragion veduta possiamo confermare, che un'altra volta il governo italiano ci ha venduto un decreto come benefattore ( portandosi alle proprie casse una cifra non indifferente considerando il costo di ogni applicazione),ha fatto finta di non sapere chi sarebbe corso a catturarsi una quota e soprattutto non si è smentito nel suo agire senza cognizione in tema d’immigrazione. E con cognizione intendo aver valutato ed esaminato bene tutte le alternative prima di esprimersi per questo Decreto-Sanatoria ( pur parziale)
2011-02-03
Darina Zeqiri
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