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Cari lettori, carissime lettrici. A malincuore vi presento la mia piccola Albania Stampa E-mail
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Attualità
Scritto da Janni Luan Cajku   
Sabato 29 Gennaio 2011 13:30

Casi singolari e personaggi bislacchi quanto pare continuano a mettere l’Albania al ridicolo davanti a tutto il mondo. Riducendo a brandelli anche quella poca stima che il mondo stava acquisendo nei confronti della piccola Albania.

Casi singolari e personaggi bislacchi continuano a spegnere i sogni dei giovani albanesi per una Patria libera, democratica, e governata da un Governo dignitoso. Riprendono a sparire le aspettative del popolo albanese per una vita dignitosa, e di un futuro migliore nel proprio Paese. A malincuore vi presento la mia piccola Albania

Albania. La sconosciuta dell’Europa per più di mezzo secolo, diventa  improvvisamente il paese più discusso. Negli anni novanta, incuriosisce il mondo intero con le sue navi, vascelli e gnomoni di tutti i tipi, che solcavano i mari verso l’Italia. Erano pieni di sogni di uomini disperati che cercavano la terra delle loro fantasie. Essi, entrano nelle case degli italiani tramite la televisione, per poi raggiungere le loro case di persona. In pochissimi giorni, erano diventati tangibili. Bussavano alle porte, e gli italiani potevano toccare un Albanese in carne e ossa. Che cosa curiosa! Un’Albanese come quello della televisione davanti alla porta di un Italiano

Erano visti come orfani, figli di “donne fatali” che venivano fuori dalle acque. Parevano in cerca di un qualsiasi cosa, basta, che non assomigliasse a loro Paese. Dopodiché, diventano tutti bravi e buoni, dato che, “nullatenenti” lo erano già prima.

Formano una nuova emergenza mediatica, quindi vengono ripresi, fotografati mentre cercavano di raggiungere il tacco dello stivale. Loro vengono seguiti, controllati, perseguitati, diseredati e poi divorati sempre dai media, mentre cercavano di costruire una vita all’interno del “Bel Paese”.

Dopo aver consumato l’immagine degli albanesi bravi e buoni, i mass media stabilirono di creare un prototipo nuovo destinato a durare più a lungo. Il nuovo prototipo avrebbe reso verosimile che gli albanesi diventassero: cattivi, malvagi, violenti, infami, criminali. Questa situazione, apparvi chiaro, era carica di disaggio per la maggior parte degli albanesi che in Italia soggiornavano e sviluppavano la loro vita con rettitudine.

Erano falliti alla la prova di ogni possibile tentativo di superare quella situazione seccante e ignominiosa che aveva avvolto l’immagine degli albanesi in Italia (anche se in realtà l’Italia non era l’unica ad avere una tale opinione). A fare da sagoma di una tale considerazione c’era l’arte indegno e strampalato  del Governo Albanese. Un governo, fatto di uomini disonesti, inadeguati di impugnare le redini di una Nazione sconvolta dalla dittatura comunista e far fiorire l’assolutismo, rendere la piccola Albania  un paese democratico.

Nonostante l’incommensurabili difficoltà, gli albanesi non si arrendono. In un modo o in un altro cercano e in qualche modo ci riescono a dimostrare non solo all’Italia, ma anche al resto del mondo che gli albanesi non sono quelli che si vedevano o si vedono tuttora, nelle cronache nere della criminalità organizzata. Loro sono gente che lavora onestamente, sono meticolosi, invaghiscono dell’arte e della cultura, sì, sono raffinati anche se amano esprimersi parlando con franchezza.

Che cosa è cambiato da allora ad oggi, nel 2011 in Albania?

Alcuni, presi dalla condizione negativa, risponderebbero “nulla”. Altri più superficiali risponderebbero “parecchie cose, come le strade (delle città grandi ed importanti ovviamente, ma trascurando il fatto che i permessi di costruire erano aggiudicati a coloro che dividevano i profitti con la commissione municipale).

Sono stati costruiti del palazzi bellissimi (ma non tutti sanno che  la maggior parte di essi sono stati costruiti da polittici corrotti, mai sgamati e denunciati alla giustizia, perché effettivamente, la giustizia è parte della mala vita albanese).

C’è una vita politica equilibrata, nonostante tutto, le figure politiche sono sempre le stesse, la parte opposta della politica tiene d’occhio il Governo, e quando serve chiama il popolo a fare il crumiro o manifestare in piazza (ovviamente non tutti sono informati che lo sciopero della fame, organizzato l’anno scorso, dal Leader dell’opposizione Albanese Edi Rama era tutta una “messa in scena” o meglio uno “sciopero fantasma” dove gli unici “pagliacci ignari” che facevano ridere erano coloro che ci credevano davvero”. Ovviamente, non tutti sanno che il popolo è invitato in piazza solo per aiutare i politici scorretti a raggiungere i loro obiettivi).

Chi è leggermente più informato sa che: In Albania la prima riforma legislativa riguardò la nuova Costituzione e la transizione ad un sistema politico ed economico di tipo liberalistico; in particolare la gestione statale dei beni venne sostituita con il ripristino alla proprietà privata. Successivamente venne intrapresa la lunga strada verso l'adeguamento ai programmi europei del Patto di stabilità e crescita  secondo il protocollo del Trattato di Maastricht. Inoltre, il 4 aprile 2009  il paese è divenuto membro della NATO.

Chi è fiancheggiatore del governo attuale sa benissimo, ed è convinto che: l'Albania sta conducendo con l'Unione Europea il percorso di adesione alla stessa Unione. Negli ultimi anni ha fatto registrare progressi più o meno ampi nel rispetto di tutti i criteri di adesione: democrazia, stato di diritto, economia. Sono informati in modo ripetitivo dal loro Leader politico Sali Berisha che: il 29 aprile del 2009, l'Albania si è candidata ufficialmente ad entrare nell'UE e che pochi mesi fa c’è stata la liberazione dei visti per circolare “liberalmente” nell’UE.

Mentre in realtà, le situazioni bizzarri come la manifestazione del 21 gennaio scorso organizzata dall’opposizione Albanese, proiettata dal loro Leader Edi Rama continuano a invadere la stabilità inattendibile che il primo Ministro  S. Berisha, cerca in tutti i mondi possibili di vendere, non solo agli albanesi ma anche al resto del mondo.

Una manifestazione (secondo la versione ufficiale dell’opposizione) organizzata con l’intento di protestare contro il governo attuale accusata di aver manomesso i risultati finali delle elezioni passate. Quindi, chiedere la scomposizione del governo attuale.

Mentre l’opposizione si dichiara pronta per riprendere a governare il Paese in maniera “onesta” e portare il popolo in salvo, il Premier Berisha fa l’impossibile per resistere, dicendo che: non lascerà mai il suo ammattissimo Paese nelle mani dei ex comunisti equiparandoli alle iene e incapaci di governare.

Un tira e molla, fatto di discorsi  brevi e lunghi, sostenuti, per “ovvi motivi” da giornalisti di parte che portano le notizie nelle prime pagine delle testate giornalistiche sostenendo l’uno e attaccando  l’altro.

La massa, seguaci della quale erano, dei semplici e innocenti cittadini perde le staffe. Diventa violenta; assale le macchine della polizia, cercano di dare fuoco a tutto ciò che impediva loro di  arrivare là. Là dove, né anche loro sapevano cosa cercavano di ottenere in quel modo, in quelle ore che diventano un inferno.

La violenza sgorga da entrambi le parti. Decine di persone sia da parte dei protestanti, sia da parte delle forze dell’ordine rimangono ferite. Tre persone, tra la folla delirante incontrano la morte. Le parti si accusano avvicenda, e non assumono la responsabilità di quanto accaduto.

Come di consuetudine nella vita politica Albanese, intervengono le autorità internazionali ricattandoli con la storia dell’ammissione nel Unione Europea, invitandoli di cesare la conflitto, che in realtà si è presentata come una lotta armata.

Il Premier Berisha obbedisce, annulla la contro protesta, prevista, ma non accetta il fatto che gli ex comunisti hanno cercato di far cadere il suo Governo con la tattica diabolica citata come “Il colpo di Stato”. Tattica, sempre secondo lui, progettata, organizzata e finanziata dall’opposizione.

Mentre il Leader dell’opposizione Rama, si intestardisce. Dichiara di voler rendere un atto di riverenza con un’altra protesta pacifica a coloro che hanno perso la propria vita il 21 gennaio nella lotta contro quel governo che sta fracassando l’Albania.

Il 28 gennaio 2011 si è svolta la protesta pacifica. Brani di musica di natura infelice angosciavano ancora di più i numerosi partecipanti.

Le lacrime dei loro famigliari venivano strappati da giornalisti senza scrupoli  fotografi ciarlatani. Seguivano ogni passo, ogni movimento di Edi Rama. Persino, le sue smorfie sono state immortalate mentre passava vicino ai posti riempiti di candele e fiori colorati. La Capitale Albanese ieri sembrava il “cimitero del giorno dopo la morte”.

Come vi dicevo all’inizio.. Confermo alla fine dicendovi che: casi singolari e personaggi bislacchi quanto pare continuano a mettere l’Albania al ridicolo davanti a tutto il mondo.

Riducendo a brandelli anche quella poca stima che il mondo stava acquisendo nei confronti della piccola Albania.

Casi singolari e personaggi bislacchi continuano a spegnere i sogni dei giovani albanesi per una Patria libera, democratica, e governata da un Governo dignitoso.

Riprendono a sparire le aspettative del popolo albanese per una vita dignitosa, e di un futuro migliore nel proprio Paese.

 

2011-01-29

Janni Luan Cajku

Janni Cajku Luan Cejku

Io sono “FIGLIO DEL SOLE” e non possiedo “PADRONI”. 
Non gradisco  restrizioni.. 
Le mie strade sono i raggi della luce. 
Il mio leader è il “VENTO DEL MIO CUORE”. 
La mia terra d'origine è la mia indole. 
La mia “PIU’ SUBLIME MELODIA” è la pace tra le etnie 
Il mio vivaio è la sfera celeste.  
La mia casa è il MONDO INTERO.

A cura di:Janni Luan Cajku

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Ultimo aggiornamento Giovedì 17 Novembre 2011 13:17
 

Commenti  

 
+7 #1 Janni Luan Cajku 2011-01-29 15:33
DO IL BENVENUTO A TUTTI VOI con il desiderio di considerare, ed approvare complessivament e in compagnia una citazione di Steve Jobs ….

«Il nostro tempo è limitato, per cui non lo dobbiamo sprecare vivendo la vita di qualcun altro.
Non facciamoci intrappolare dai dogmi, che vuol dire vivere seguendo i risultati del pensiero di altre persone.
Non lasciamo che il rumore delle opinioni altrui offuschi la nostra voce interiore. E, cosa più importante di tutte, dobbiamo avere il coraggio di seguire il nostro cuore e la nostra intuizione.
In qualche modo, essi sanno che cosa vogliamo realmente diventare.
Tutto il resto è secondario.» Steve Jobs

Concluderei, con una “chiamata in giudizio” di Pietro Ingrao.

«Bisogna dare il benvenuto a chi magari ha opinioni diverse ma viene a partecipare a un evento condiviso.» Pietro Ingrao

GRAZIE DELLA VOSTRA ATTENZIONE. Janni.C.L.C
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+8 #2 Darina Zeqiri 2011-01-29 16:53
Aggiungerei delle parole se non fosse che le hai già scritte.
La cruda, amara verità!
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+7 #3 Mara Fiorano 2011-01-31 10:56
Ci vuole tanto a costruire e ricostruire dignità, futuro, lavoro, e ci vuole invece molto poco a distruggere di nuovo tutto. Ma non la speranza, che di sicuro gli albanesi conservano. Un popolo forte e motivato dall'amore per la propria terra. Riuscirà a risolrgere da tutte le sue ceneri e, come un'araba fenice, si solleverà più forte di prima!
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+6 #4 ina rof 2011-01-31 12:50
è vero, fà male vedere certe immagini dove c'è tanto dolore , tanta disperazione ,tanto caos , tanto...di niente...
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