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La Sanità privata patisce in Campania Stampa E-mail
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Attualità
Scritto da Elena Carrucola   
Mercoledì 10 Novembre 2010 14:59

«La Sanità privata patisce in Campania » sono le parole con cui ha esordito Michele di Iorio, presidente di Federfarma Napoli durante una conferenza stampa organizzata dall’ente in accordo con l’ Aiop (Associazione italiana ospedalità privata) e con la Federlab Campania, per discutere dello scottante tema della sanità regionale. «Il buco di 6 milioni di euro, lasciati dalla precedente giunta Bassolino, ha comportato un ritardo nei pagamenti di stipendi – denuncia Vincenzo D’Anna (Federlab) – sono all’incirca venti le mensilità che tardano ad arrivare, e se nel 2008 ne furono pagate soltanto 5, per l’anno 2009 addirittura la cifra si abbassa ad un solo pagamento effettuato. Il problema -  continua l’Onorevole – è che non esiste un sistema di pagamento centralizzato e ciò ha di fatto creato delle diseguaglianze nel sistema di retribuzione. E se l’assegnazione alla Regione Campania di un miliardo e cento milioni di euro rappresenta un passo avanti per l’ economia della sanità regionale, la situazione si presenta ancora drammatica e necessita interventi strutturali e strategici ». 

Su questo tema è d’accordo anche Michele Di Iorio (Federfarma) che denuncia «C’è una inspiegabile differenza nei tempi di pagamento ai titolari di farmacie tra le Asl di Napoli e quelle ad esempio della provincia di Benevento ed Avellino, pur avendo le 7 Asl presenti sul territorio, percepito una cifra parametrata ai rispettivi residenti. Purtroppo i problemi non si sono risolti con la giunta Caldoro che ha mostrato non poche incertezze su questo tema, difatti -  continua Di Iorio – ci avevano promesso che entro il 4 Novembre sarebbe iniziata la distribuzione di questi inaspettati fondi regionali, ma ad oggi ancora non si è mosso nulla ».

«Una delle soluzioni – dice Sergio Crispino (Aiop) -  che crediamo possano essere utili per uscire da questa crisi in modo definitivo, sarebbe quella di creare un sistema limpido, attraverso un accreditamento istituzionale, nelle modalità di distribuzione dei soldi a favore delle strutture sanitarie pubbliche e quelle private accreditate, un sistema in cui non sia l’Asl il tesoriere e che operi per assicurare il riconoscimento del credito, e per un’ indagine e prevenzione al fabbisogno sanitario. La condizione economica delle Case di cura presenti è drammatica, basti pensare che quest’anno abbiamo dovuto affrontare una spesa di 270 milioni di euro senza alcun supporto della Regione e ciò nonostante il fatto che contribuiamo all’impiego di circa 40.000 lavoratori in Campania ».

2010-11-10

"Con la speranza di essere ascoltato,

con la certezza di essere perseguito,

però fedele all'impegno di informare in momenti difficili"


A cura di: Elena Carrucola

Elena Carrucola

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