| In Europa non si va con l’aria megalomane |
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| Attualità | |||||
| Scritto da Janni Cajku Luan Cejku | |||||
| Sabato 09 Ottobre 2010 13:37 | |||||
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Albania, un passo dall’UE & Il triste destino degli animali
Albania ha fatto molti passi in avanti, sta avviando molte riforme, ma deve fare di più per combattere la corruzione. Consolidare la democrazia e l’ordinamento giuridico. Queste sono le parole della favoreggiatrice dell’Albania Doris Pack. Membro del Parlamento Europeo e della delegazione per le relazioni con l'Albania, la Bosnia-Erzegovina, la Serbia, il Montenegro e il Kosovo. L’unione europea non l’ascia l’Albania da sola. L’ha dimostrato il voto della commissione parlamentare per gli affari esteri che ha appoggiato la richiesta dell’Albania per la liberazione dei visti al fine di viaggiare liberalmente negli stati europei. L’Albania sta avviando molte riforme… tuttavia mancano anche tante riforme non solo da avviare, se non di più da prendere in considerazione. In Europa non si va con aria megalomane, quando ancora nella cultura albanese esiste solo, a favore degli animali, la pietà. Viene ancora considerato uno "scandalo" parlare di diritti degli animali e dell'ambiente, di comunità biologica, di biocentrismo, di specismo, di giustizia interspecifica. Questo ragionamento non è presunzione ma è il mondo reale. Non viene considerato la Dichiarazione Universale dei Diritti dell'Animale. (La Dichiarazione Universale dei Diritti dell' Animale è stata proclamata il 15 ottobre 1978 presso la sede dell'UNESCO a Parigi. Propone, l'etica del rispetto verso l'ambiente e tutti gli esseri viventi.) a) Ogni animale ha diritto al rispetto; b) l'uomo, in quanto specie animale, non può attribuirsi il diritto di sterminare gli altri animali o di sfruttarli violando questo diritto. Egli ha il dovere di mettere le sue conoscenze al servizio degli animali; c) ogni animale ha diritto alla considerazione, alle cure e alla protezione dell'uomo.
Nessun animale dovrà essere sottoposto a maltrattamenti e ad atti crudeli come succede in Albania. Basta percorrere qualsiasi strada per un minimo di 100 metri per essere a contatto con la crudele realtà di cani e gatti senza padroni. Lasciati in mezzo alla strada, nutrendosi con l’immondizie infinite. Per cui, spesso sono portatori di varie malattie e vivendo in contatto diretto con le persone, mettono in pericolo anche la salute dei cittadini. Sterilizzare un animale non è un opera molto comune, per non dire che non viene utilizzata mai. I cuccioli spesso muoiono di fame o di freddo e in mancanza di vaccinazioni non tutti raggiungono l’età adulta. Gli animali che riescono a sopravvivere ed evitare la morte crudele sotto le ruote delle macchine, spesso vengono maltrattati, presi a calci, a bastonate. Gli animali quando vengono maltrattati diventano aggressivi. Quindi, spesso attaccano i passanti anche nelle ore diurne, facendo nascere panico e crescere il disprezzo dei cittadini verso questi animali abbandonati. Il governo è molto preso da altri problemi e le organizzazioni non governative quanto pare non sono interessate per l’inserimento del termine “Canile” nel vocabolario della lingua albanese, visto che è un termine sconosciuto. I cani rimangono da sempre e in tutto il mondo i migliori amici degli uomini. Invece in Albania vale solo per i cani da guardia e i loro cuccioli neonati spesso vengono abbandonati, soffocati o annegati nei fiumi. Una realtà crudele che bisogna dire Basta! Bisogna sensibilizzate la gente che affondata da mille problemi della vita quotidiana gli animali sono l’ultima preoccupazione, eppure gli animali vanno amati, protetti da ogni singola persone. Quando manca la buona volontà deve essere l’ordinamento giudiziario ad intervenire, creare delle strutture adeguate per dare fine a questo scenario malvagio, spietato, insensibile, vale a dire disumano. 2010-10-09
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| Ultimo aggiornamento Sabato 09 Ottobre 2010 13:57 |








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Quando manca la buona volontà deve essere l’ordinamento giudiziario ad intervenire, creare delle strutture adeguate per dare fine a questo scenario malvagio, spietato, insensibile, vale a dire disumano.
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