| Gli "SCHIAVI MODERNI" Clandestini privi di diritti |
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| Scritto da Janni Cajku Luan Cejku | |||
| Lunedì 11 Ottobre 2010 16:18 | |||
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Clandestini si, clandestini no. La malasorte continua…
Il benessere socio-economico di qui l’Unione Europea gode la rendono una destinazione desiderata per emigranti e rifugiati politici. Le loro vite mentre cercano di raggiungere le coste sono appese sul filo di un rasoio. Questo avviene perché dispongono dei mezzi bizzarri, l’unico modo che potrebbe permettere a loro di raggiungere la destinazione sperata ed evitare i numerosi controlli.Questi procedimenti spesso si trasformano in un “Componimento teatrale moderno, denominato Situazione dolorosa o Disgrazie di un popolo in fuga”. Tali situazioni oggi ancora in corso, inondano le pagine dei giornali e conquistano una buona parte degli spazi televisivi appassionando, commuovendo e scuotendo il mondo intero. Davanti alla presenza di scenari di questa natura organizzazioni governative e non, nascono come miceti. Ciò nonostante una buona parte di loro sono destinate a rimanere solo un’idea. Una meravigliosa idea nata come un modo per dimostrare la solidarietà che unisce gli esseri umani ovvero, commossi dal dispiacere trasmesso dagli sguardi di chi stava soffrendo. Quel dolore che spesso per essere creduto o sopraggiungo agli altri bisogna esibire delle prove schiaccianti come la perdita della propria vita. La consistenza dei fatti ha dimostrato che per cambiare le realtà oggettive non sempre bastano delle organizzazioni. Il potere è nelle mani dei governi, ma ancora non basta. La vera conduzione è nelle mani dell’Unione Europea che tira e molla le briglie, mentre vite umane periscono e trapassano il loro dramma ai loro propizi.
La UE riconosce il contributo degli emigrati nel progresso socio-economico dell’Europa, nello stesso tempo la UE vuole rendere sicuri i suoi confini anche come risposta al terrorismo al crimine organizzato. Qualsiasi tecnica presa in considerazione dal parlamento europeo può funzionare solo se è coordinata implementata in tutta la UE. Non tutti i nodi vengono al pettine… considerato che la Francia ha preso la decisione di chiudere decine di campi Rom illegali ed incentivare loro a tornare nella propria patria. Cosi facendo la Francia infrange la regola di base sulla quale la UE è fondata. La libertà di circolazione e la non discriminazione. Secondo la Commissione Europea, attualmente nel UE risiedono da 8 a 10 milioni emigrati clandestini. Il ragionamento è molto semplice bisogna rimpatriare tutti. Eppure, bisogna pensarci bene… se i dati confermano la necessità degli emigrati per il mercato del lavoro e per il benessere socio economico della UE allora i conti non tornano. Bisogna fare un passo indietro e rivedere la decisione del parlamento e riconoscergli uno status legale che gli permetta di rimanere nell’Unione Europea. Tutti questi ripensamenti solo per il fatto che i clandestini servono per il mercato del lavoro, non perché hanno anche loro bisogno di essere riconosciuti come individui ed acquisire dei diritti. In ogni modo, la UE è decisa a sconfiggere l’immigrazione clandestina, ma sono aperti all’immigrazione legale. Un tema che non sarebbe ne anche necessario discutere se tutti quelli che attraversano i confini potessero rimanere. Un esempio indiscutibile è la regolarizzazione delle badanti e dei colf in Italia pochi mesi fa…una regolarizzazione camuffata da senatoria con la deferenza che solo i più fortunati e i più aggiornati sono riusciti ad profittarne. Gli standard minimi per gli immigranti, parte della legislazione europea vengono effettuati in realtà?
Chi riuscirà a toglie il dolore provato ad un bambino, figlio di immigrati per non essere stato ammesso nella gita scolastica per visitare un paese estero? Mentre uno standard prova dolore, un’altro standard si tormenta a capire il proprio destino, segnato da una disgrazia ostile che persegue la sua vita. Per il semplice fatto di essere nato in un paese fuori dalle porte dell’Unione Europea. Una volta oltrepassati i confini, fa comodo a tutti i membri… serve gente bisognosa per lavorare nei campi pagandola due soldi, servono braccia forti per costruire la nuova UE, per di più rischiando la vita di un essere umano senza identità. L’unico status riconosciuto è quello del clandestino. E se si lamentano o hanno l’intenzione di chiedere dei diritti la risposta arriva uguale da tutte le parti: “ I clandestini devono tornare in patria e non possono avere accesso legale all’Unione Europea” ecco!!! Questo standard è stato, lo è e quanto pare ci sarà “Lo schiavo moderno” 2010-10-10
Janni Cajku Luan Cejku ------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- La redazione tiene a precisare che non sono consentiti, e verranno immediatamente rimossi: Ogni abuso sarà reso noto agli ufficiali giudicanti. Grazie per la vostra attenzione e buona permanenza nelle pagine di opinion@ LA REDAZIONE © Copyright opinion@
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| Ultimo aggiornamento Giovedì 09 Dicembre 2010 01:45 |









Commenti
Fino a quando nn ci sarà il diritto alla cittadinanza a tutti gli individui.saremo tutti clandestini
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